Il contesto
L’India, che conta una popolazione di circa un miliardo di abitanti, nel 2001 era il paese più popoloso del mondo dopo la Cina. Dei 400 milioni di persone con meno di 18 anni, circa un quarto aveva meno di cinque anni. Nel 2000, il 26% della popolazione viveva sotto il livello di povertà. L'enorme paese è senza dubbio il più povero del pianeta, o almeno l'unico in cui la povertà così accentuata riguardi un numero tanto grande di persone. Le cifre di questa povertà sono impressionanti: circa metà della popolazione è riconosciuta ufficialmente sotto i limiti dell'indigenza; nelle grandi città due famiglie su 3 (per lo più numerose) vivono in una sola stanza; milioni di persone dormono lungo le strade, sui marciapiedi; i denutriti e i malati sono milioni
Il progetto
Bambini fra i più poveri dello slum di Bangalore e di alcuni villaggi attorno alla città di Eluru attraverso il nostro programma di sostegno a distanza vanno regolarmente la scuola, ricevono cibo nutriente e adeguato e vivono in un ambente sano e confortevole con altri bambini.
Questi bambini provengono da famiglie molto povere, con un reddito talmente basso da non permettere loro di accudirli. Questi minori, che sono costretti a interrompere gli studi o non iniziare neppure la scuola, sono esposti a un forte rischio di abbandono addirittura rischiano di essere venduti dalle proprie famiglie.
L'India, infatti, possiede il triste primato di essere la nazione col maggior numero di bambini lavoratori nel mondo. La stima ufficiale è di 13 milioni. Ma il numero attuale è molto più alto. Secondo un rapporto Unicef del 1996, il numero di bambini lavoratori in India potrebbe attestarsi tra i 14 e i 100 milioni di bambini. Senza considerare il lavoro agricolo svolto dai bambini nell'ambito di un'economia familiare di sussistenza, i bambini asiatici si dedicano a ogni tipo di produzione, in genere nel settore cosiddetto informale, cioè del lavoro nero e di subappalto: piantagioni, concerie, cave, miniere, laboratori tessili e di giocattoli, fornaci, edilizia, commercio, lavoro domestico e selezione dei rifiuti.
Obiettivi che si pone l'intervento della Fondazione PRO.SA
Prevenzione abusi verso i bambini. Riduzione del tasso di analfabetismo e del numero di bambini che si ritirano da scuola a causa dell’ambiente povero al quale appartengono. Diminuzione dello sfruttamento del lavoro minorile
Il contributo annuale per il sostegno a distanza di un bambino è di euro 250,00