Il contesto
Quito è la capitale dell'Ecuador, situata a 2800 metri sopra il livello del mare si estende su di una superficie di 12.000 km quadrati con una popolazione di 1.841.200 abitanti. Negli ultimi 20 anni, Quito ha subito un grande cambiamento urbanistico in seguito alla grande crescita demografica. Circa il 30% dello spazio urbanistico è occupato da quartieri marginali che sono assestamenti di ondate migratorie interne (chiamate invasiones), provenienti soprattutto dalle zone rurali del paese e che non dispongono della totalità dei servizi basici fondamentali (luce elettrica, acqua potabile, rete fognaria). Delle famiglie che popolano questi quartieri normalmente le madri si dedicano alle faccende domestiche e alla cura dei figli e i padri trovano impiego come operai soprattutto nel settore edilizio (in espansione nei quartieri marginali e nella città in generale). Il reddito medio delle famiglie è di 170 dollari, insufficiente per soddisfare le necessità fondamentali della famiglia considerando il costo della vita che nella città è abbastanza elevato.
L'uomo gode di un senso di superiorità rispetto alla donna molto diffuso, che spesso genera violenza e maltrattamento nella casa. I figli, in tale contesto, rappresentano molto spesso per la donna quello spazio affettivo che più la compensa. Certamente tali fenomeni sono l'effetto della generale mancanza di educazione e istruzione tra la gente, intrecciata quasi sempre con assenza di capacità di iniziativa e di assunzione di responsabilità.
I servizi sanitari in generale nel paese e nella città, in particolare nella zona di riferimento, sono insufficienti e presentano grosse carenze sia strutturali, che di strumenti, risorse e professionalità del personale addetto.
La povertà colpisce 7 abitanti su 10. Una delle conseguenze più evidenti è costituita dai problemi nutrizionali. Insieme ai dati statistici sulla povertá, il tasso di denutrizione infantile é uno degli indici più eloquenti dello sviluppo sociale raggiunto da una società.
Il 40-50% dei bambini soffre di denutrizione, il20% è sottopeso e ha una struttura inferiore alla media, il70% vive sotto la soglia di povertà. Circa 6 milioni necessitano di sviluppo integrale, di questi il 49% soffre di denutrizione cronica. Sette bambini u 10 subiscono maltrattamenti, e l 26% di questi abusi sessuali.
Studi dell’UNICEF rivelano che il Ecuador il 32% dei bambini muore prima di aver compiuto i cinque anni di età. Le infezioni intestinali e respiratorie sono le due cause primarie di morte. Secondo la FAO il Paese è entrato nel circolo vizioso della denutrizione perché da mamme denutrite nascono figli denutriti e così via. Gli sforzi del Governo sono insufficienti per la soluzione del problema alimentare.
Il progetto
La comunità dei camilliani di Quito è responsabile delle attività del “Centro de Cuidado y atención integral a niños especiales”, promosso dalla Fondazione Fecupal. Fin dall’inizio il centro si è occupato di bambini disabili e delle loro famiglie proponendosi di integrare l‘alimentazione dei bambini con vitamine e proteine e di offrire consulenza medica generale e nutrizionale.
In Ecuador, la realtà delle famiglie con figli disabili e molto grave, infatti molte di queste non dispongono di risorse economiche sufficienti per ‘assistenza .
La condizione delle famiglie dei bambini che frequentano il centro è allarmante: il 90% è in condizioni di estrema povertà, mentre soltanto il 10% appartiene alla fascia medio-bassa della società.
Il programma prevede di sostenere i costi dell’alimentazione di 60 bambini disabili. Di questi 8 sono epilettici, 17 con paralisi celebrale, 6 con ritardo mentale, 10 piccoli down e tutti gli atri con patologie congenite.