Il contesto
La maggioranza degli abitanti dei barrios di Bogotà appartengono agli strati sociali più bassi e il livello di povertà è tale da veder soddisfatti i loro bisogni primari solo al 30%. Spesso in ambienti molto ristretti vivono varie famiglie, generalmente ognuna con 4 o 5 figli. Molte madri sono sole con i loro bambini e un altro grave problema è quello delle gravidanze precoci. Pochissimi sono quelli, tra gli abitanti dei barrios, ad avere un impiego stabile. In genere gli uomini lavorano presso imprese di vigilanza o compagnie edilizie senza alcuna assicurazione sanitaria. Le donne solitamente lavorano a giornata nelle case dei ricchi della capitale, mettendoci circa due ore di viaggio per raggiungere il posto di lavoro. La conseguenza è che i figli restano a casa da soli per molte ore, una circostanza questa che contribuisce all’aumento della solitudine, della violenza, al maltrattamento infantile, alla delinquenza. Il tasso di scolarizzazione primaria raggiunge solo il 60% e, di questi, solo il 5-7% ha accesso poi alle scuole professionali.
Le famiglie che sono di origini rurali, in questi ultimi tempi accolgono i loro familiari che si vedono costretti a lasciare le campagne sempre a causa della guerriglia interna. Molti altri sono desplazados nella stessa città di Bogotà, infatti a causa del sempre crescente costo della vita in alcuni settori della città, si trasferiscono nei barrios, dove maggiore è l’emarginazione ma minore il costo dei vari servizi. Nei quartieri sono numerose le bande di giovani, ragazzi e ragazze tra i 13-20 anni che spesso si scontrano violentemente tra loro, provocando ogni giorno morti e feriti, al fine di poter dominare il territorio e poter gestire la microcriminalità. Sono storia comune i “regolamenti di conti” e la presenza dei cosiddetti “gruppi di pulizia”e/o paramilitari che si contendono il territorio nazionale. Nei quartieri dei barrios, e nella fattispecie in quello di Juan Rey, la popolazione giovane è quella a maggior rischio di violenza, delinquenza, disoccupazione e tossicodipendenza. Circostanze che ostacolano la formazione degli adolescenti e la loro partecipazione attiva all’interno della comunità e al mondo del lavoro, colpendo direttamente la loro integrità psicofisica.
Il progetto
Nello specifico, l’obiettivo del progetto riguarda i programmi nutrizionali del Centro di Formazione dove, dal Giugno 2004, è stata organizzata una mensa che non solo offre giornalmente un pasto agli studenti del Centro, ma garantisce un pasto giorno anche alle persone povere del zona. Infatti, la mensa del Centro ogni giorno apre le sue porte anche a 300 persone della popolazione più povera ed emarginata della zona. Il supporto nutrizionale è parte di un ampio programma che vuole favorire lo sviluppo e l’integrazione della popolazione più debole e vulnerabile.
Nella mensa si distribuiscono 400 pasti al giorno dal lunedì al sabato (=254 pasti all’anno) di cui 100 sono destinati a quegli studenti del Centro che non ricevono una alimentazione sufficiente nella loro famiglia, gli altri 300 sono invece per 300 persone scelte tra e più povere della zona. Molti di questi sono desplazados che provengono dal campo e dalle zone di conflitto, altre sono ragazze madri generalmente sole, altri sono persone anziane. Tutti questi poveri, recandosi giornalmente alla mensa del Centro, ricevono anche ospitalità, supporto psicologico, assistenza medica di base cioè quegli elementi a loro indispensabili nella strada verso per la strada reintegrazione nella vita sociale.
L’efficiente gestione dei servizi di mensa ha permesso al Centro di coinvolgere la Municipalità di Bogotà la quale partecipa alle spese per gli alimenti della mensa con un contributo pari al 50% della spesa totale.