Titolo del progetto: Foyer St. Camille
Paese: Haiti
Localizzazione: Port au Prince - Haiti
Beneficiari: 100 bambini da 0 a 12 anni che vivono in uno stato di povertà tale da non poter essere nutriti, curati e seguiti adeguatamente

Il contesto
Uno dei problemi più gravi di Haiti è causato dalla denutrizione di tutta la popolazione. Per quanto riguarda più specificatamente i bambini, molte delle malattie che li affliggono dal momento della loro nascita sono dovute a questo problema (si pensi che per i bambini tra il primo e il nono mese di vita la causa più frequente di morte è la diarrea – 37% - seguita dalla denutrizione – 32% -). In Haiti un bambino su tre soffre di denutrizione cronica e un bimbo su cinque è affetto da una forma di denutrizione acuta grave. Oltre al problema della denutrizione, è fortemente estesa la malnutrizione, cioè alimentare il bambino in modo sbagliato: troppo spesso succede che già nel primo mese di vita il bambino beva, in aggiunta al latte materno, altri liquidi, pappe pre-preparate e altri tipi di latte. Tutto ciò è spesso la causa, per il bambino, di disturbi intestinali e forti diarree che provocano gravi ripercussioni sui successivi stati evolutivi. È ampiamente dimostrato che la malnutrizione patita da un individuo nel periodo infantile ha conseguenze sulla sua vita di adulto. Queste possono portarlo a ritardi nello sviluppo psicologico e motorio e a forti difficoltà di apprendimento.

Il progetto
I beneficiari del progetto sono i bambini che vivono nella popolosa zona denominata “Plaine du Cul de Sac”, a nord di Port-au-Prince, a soli 2 Km. da Cité Soleil, la bidonville più degradata della capitale, dove operano dal 1995 i Religiosi Camilliani con il Centro socio-sanitario Foyer Saint Camille. A causa dell’estrema povertà che regna in questa zona sovrappopolata, priva dei più elementari sistemi igienici, priva di case ma densa di baracche fatiscenti, il mangiare, anche una sola volta al giorno, diventa un lusso che la maggior parte delle famiglie non può permettersi. I bambini sono quelli che patiscono di più per questo stato di cose: le cattive abitudini alimentari e le scarse cure date ai bimbi dal punto di vista alimentare portano a gravi malattie quali la denutrizione, le malattie diarroiche, le parassitosi intestinali, la tubercolosi, le infezioni respiratorie, il tifo e a gravi handicap quali le distrofie, le sclerosi, i ritardi mentali. Questo progetto tende quindi a dare al più gran numero possibile di bambini l’opportunità di alimentarsi, al fine di non dover più morire per mancanza di cibo o per un’alimentazione errata, di non dover più vivere menomati psicologicamente e fisicamente per aver tentato in qualche modo di sfamarsi. Portare avanti questo progetto avrà benefici enormi anche per i nuclei famigliari della “Plaine du Cul de Sac” perché, trattandosi di persone che vivono in bidonvilles con scarsissimi o addirittura completamente senza mezzi di sussistenza, le si sgraverà del peso economico di nutrire i propri bambini dando loro finalmente una speranza di vita.