Il contesto
La provincia keniota in cui e’ localizzata la scuola di Kopala e’ quella occidentale del Nyanza, affacciata sul lago Vittoria, che presenta il più elevato tasso di prevalenza dell’HIV del Kenya. I dati sono impressionanti: secondo uno studio condotto nel 1998 a Kisumu, il principale centro urbano e nodo stradale del Kenya occidentale, circa il 39% delle donne di età compresa tra i 20 e i 29 anni era siero positiva; per i maschi tra i 30 e i 39 anni il tasso di prevalenza era del 34%.
La principale ragione di una cosi’ estesa diffusione del virus Hiv nella provincia del Nyanza risiede anche nelle credenze e tradizioni culturali Luo, maggioritaria nell’area. L’AIDS sarebbe causata da stregonerie, una credenza che riduce tra i Luo l’efficacia delle campagne di informazione organizzate nel paese sulle modalità di trasmissione del virus e sui rischi ad esso connessi. Ad incidere in misura significativa sulla diffusione del virus Hiv e’ la pratica di ricevere in eredita’ la vedova da parte del fratello del defunto. Se una donna rifiuta di "farsi ereditare" si espone, secondo le credenze Luo, ad anatemi e perde il diritto di coltivare le terre del marito.
Il progetto
Il progetto e’ parte di una serie di interventi messi in atto dai missionari camilliani nell’area di Karungu per far fronte all’emergenza orfani che e’ seguita al dilagare dell’AIDS in Kenya.
Il dilagare dell’AIDS ha accresciuto la mortalità, in particolare quella infantile, ha ridotto l’aspettativa di vita (ormai inferiore ai 50 anni) e di conseguenza ha abbassato il tasso di crescita della popolazione keniota. Un’altra conseguenza drammatica della diffusione dell’AIDS in Kenya e’ il forte aumento dell’abbandono scolastico : i bambini rimasti orfani spesso non dispongono di alcun sostentamento, tantomeno delle risorse necessarie per pagare le tasse scolastiche, l’uniforme obbligatoria e il materiale didattico e sono dunque privati di una istruzione di base. In Kenya il tasso di iscrizione alla scuola primaria, pari al 91% nel 1980, e’ calato sensibilmente nei primi anni Novanta e nel 1997 era pari al 65%.
Con questa iniziativa garantiamo un pasto al giorno a tutti i ragazzi della scuola. a volte è anche l'unico pasto che possono avere.