Il contesto
Nella città Ouagadougu si concentra il 51% della popolazione urbana dello Stato (nel 1950 era del 20%) e questo primato è destinato a proseguire anche nei prossimi anni, in corrispondenza di una crescita a ritmi molto sostenuti (+5,5 % annuo) che dovrebbe portare la popolazione della capitale a raddoppiarsi entro il 2015. Il futuro assetto demografico dipenderà da una parte dall'evoluzione dei tassi di fecondità, tuttora tra i più alti al mondo, e dall'altra dalle future dinamiche migratorie. Fino ad oggi si è registrata la tendenza ad un'occupazione sempre più forte ed uniforme dello spazio, fenomeno questo che aumenta ulteriormente la pressione sul territorio.
Proprio questa accentuata pressione su un territorio infragilito dalle peggiorate condizioni climatiche ha rappresentato uno dei principali problemi per il paese. Inoltre, si registra di alcune problematiche quali la migrazione dei giovani verso la città e la diffusione dell'AIDS in area urbana.
Il progetto
I Camilliani in Burkina Faso assicurano un ottimo servizio medico attraverso molteplici iniziative: il Centre Médical di Ouaga, il Centre Médical di Nanoro, il poliambulatorio di Kossiam, la cura dei lebbrosi che vengono seguiti anche a domicilio, l’assistenza sanitaria a favore dei bambini, l’anello più debole della società, e l’assistenza socio-sanitria alla Prigione Civile di Ougadougou.
Ed è nella terribile realtà delle carceri di Ouga che si sviluppa il progetto. Qui i Camilliani prestano il loro servizio di assistenza sociale e sanitaria ai 900 carcerati che vivono in una situazione ai limiti della decenza umana. Le condizioni di detenzione sono infatti terribili: i carcerati vivono in spazi molto ridotti e come razione di cibo giornaliera ricevono qualche cucchiaio di polenta senza condimento. Ma questo non deve stupire dal momento che, nel 2002, lo Stato ha previsto un budget di spesa giornaliera pro-capite per l’alimentazione nelle carceri pari a 10 centesimi di euro.
La popolazione carceraria, di cui oltre il 58% è in attesa di giudizio, è nella quasi totalità composta da persone di età inferiore ai 30 anni. Della loro assistenza medica si occupa un infermiere che, una volta al giorno e per qualche ora, presta la sua opera per la visita dei detenuti. Le spese delle medicine sono però carico del detenuto. Nella maggior parte dei casi, la famiglia del detenuto è lontana oppure vive nella miseria o addirittura non vuole più saperne della persona che ha portato vergogna nella famiglia, ed è per questi motivi che la quasi totalità dei detenuti ricorre all’aiuto dei camilliani per l’acquisto dei farmaci.
Il progetto è finalizzato a garantire la sicurezza alimentare a carcerati attraverso il miglioramento della razione alimentare giornaliera.